PER UNA GIORNATA DIVERSA

Le campane tibetane son di per sè belle da vedere, da toccare, da ascoltare. Il loro aspetto e il loro suono portano nell’ambiente pace, serenità, equilibrio, purificazione e… danno anche quel tocco di esotico che, quando una persona le vede, subito dice: “Wow, che belle!”.
La campana tibetana è un oggetto pieno di fascino e vagamente misterioso.

Disporre in modo armonico all’interno della casa gli oggetti che abbiamo, è uno dei principi del Feng-shui e la campana tibetana è di sicuro un centro armonico catalizzatore di energia.
Il suo suono armonico, che in realtà non si limita a una sola nota ma che crea vari suoni diversi, non è casuale: questi suoni si ordinano tra loro secondo una proporzione stabilita, conosciuta come “proporzione aurea” o anche come “sequenza di Fibonacci”.
Il suono delle campane produce quindi una vibrazione che crea ordine, che mette in ordine, che equilibria e che riequilibria tutto lo spazio circostante.
E in questo ci sta sia lo spazio fisico (la mia camera, la mia casa, il mio ufficio, il mio ambiente di lavoro…) sia lo spazio più personale, quello del proprio corpo con tutte le sue percezioni, sensazioni, emozioni.

Quando puoi, suona la tua campana e vedrai quanta pace e armonia porterà: la campana tibetana è uno strumento davvero potente!
Purificare la casa in seguito a stress o a tensioni, ma anche periodicamente per mantenere l’energia fresca e pulita, è una tradizione che ci viene dal passato.
Puoi farlo anche con la tua campana tibetana e questo ti aiuterà a togliere l’energia stagnante che c’è nell’ambiente dove vivi. La casa è considerata una delle estensioni del nostro corpo e quindi è davvero bello usare la campana proprio lì, nell’ambiente familiare.
Ma ricorda che il suo suono è utile anche nel luogo dove lavori, che è quello dove magari trascorri molte ore della giornata. Puoi usarla per portare armonia interiore e per riarmonizzare e riequilibrare le energie proprio dove passi gran parte del tuo tempo.

Per fare questo, semplicemente prendi in mano la tua campana, percuotila con il batacchio e lascia che il suo suono, le sue onde vibrazionali si propaghino nell’ambiente. Non serve che tu faccia altro, già fa tutto lei :-)
Se vuoi, se lo senti, puoi muoverti nello spazio: suona ancora la campana quando il suono si sta affievolendo. Puoi spostarti in senso circolare o semplicemente avanti e indietro per la stanza.
La vibrazione che sgorga e che percepisci sul palmo della mano entra dentro di te, nelle persone che con te condividono questo ambiente e questo momento e nell’ambiente stesso.
Prova, vedrai cosa succederà!

Ma è anche bello colpire la campana lì dove sta, appoggiata sul mobile o sulla scrivania.
Quando le passi vicino prendi il batacchio e dolcemente percuotila. Lascia che il suono si propaghi, lascia che il suono entri dentro di te. Fai un bel respiro e prosegui oltre: che bello!
Non serve altro. Già la giornata acquista un che di diverso.
Questa pratica ti aiuterà a stare nel presente, a mantenere la consapevolezza del qui e ora.

E quando vai a dormire, ritorna alla tua campana: percuotila o usa il batacchio sfregandolo lungo la circonferenza della ciotola. Il suono che si crea ti aiuterà a entrare in un sonno molto più riposante e profondo, un sonno energetico e creativo.
Vedrai, la qualità del tuo sonno non sarà più la stessa.

La campana ti accompagna volentieri nei vari momenti della tua giornata.
Usala, gioca con lei e diventerà tua grande amica!

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Prem Nurýa Carlo Palláoro, Counselor Olistico in “Discipline meditative e tecniche antistress e di benessere” (professionista SIAF n. TR281P-CO disciplinato ai sensi della legge 4/2013) vive in Trentino.

Nel 2009 incontra le meditazioni di Osho all’interno della Scuola di Tarocco intuitivo di Prembodhi e, affascinato e sorpreso da questa forma di meditazione attiva, dal 2011 al 2014 frequenta la Scuola triennale di Meditazione presso il centro Osho Kivani di Roma.

Frequenta anche altri molteplici percorsi, sia in Italia sia all’estero (Svizzera, India, Brasile), per praticare l’arte del massaggio sviluppando soprattutto quello ayurveda, quello tantra e quello sonoro con campane tibetane.

L’approccio col mondo sonoro-vibrazionale lo porta ad approfondire il bagno armonico con strumenti rituali quale forma di meditazione. Attualmente sta formandosi con Andrea Tosi in gong e suono armonico.

Negli anni accademici 2011/2012 e 2012/2013 tiene incontri di meditazione attiva nei corsi dell’Hdemia Cosciente della Rete trentina delle Banche del Tempo e dal maggio 2012 propone serate e giornate di meditazione all’interno dell’Associazione L.A. F.A.T.A. di Trento.

Per contattarlo premnurya@hotmail.com

  1. Molto interessante, volevo capire perche’ il mio compagno si infastidisce al suono della campane, lo trova fastidioso anche a distanza di tempo, ma nn sa descrivermi il tipo di fastidio , premetto che e’ un chitarrista quindi abituato al suono e alla musica, ma con questo scappa

    1. Può capitare che quando si producono note molto acute il suono possa risultare fastidioso. In questo caso è meglio far nascere il suono percuotendo la campana con un battente di feltro piuttosto che attraverso lo strofinamento con un battente di legno lungo la circonferenza.

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