COLPIRE E STROFINARE

Le campane tibetane si lasciano suonare con grande facilità e aprono mondi incredibili a chiunque si avvicini a loro con curiosità e rispetto.

Questi antichissimi strumenti possono essere suonati fondamentalmente in due modi diversi.
Innanzitutto per percussione, come accade con i gong o con le comuni campane occidentali; in questo caso però il batacchio di legno andrà a percuotere la campana dall’esterno e non dall’interno.
Il secondo metodo è quello dello strofinamento. Con questa tecnica il batacchio viene fatto scivolare intorno al bordo della campana, che così va a produrre un suono continuo: è da questo tipo di suono che deriva la definizione di singing bowls, con cui le campane sono anche conosciute.
Generalmente le ciotole di grandi dimensioni sono fatte per essere colpite, mentre le ciotole di medie e piccole dimensioni si possono sia colpire che strofinare.

Come ogni cosa, anche per imparare a suonare una campana è necessario prendere un po’ di pratica, ma una volta che si è imparato a suonarne una si sarà in grado di “giocare” suonando anche tutte le altre.

Innanzitutto trova un ambiente dove puoi stare in tranquillità. Mettiti in una posizione comoda sedendoti a terra su un cuscino oppure su una sedia.
Chiudi per un istante gli occhi in modo da portare il corpo e la mente a rilassarsi. Quello che serve è uno spazio tranquillo, sia dentro che fuori.

Appoggia la campana sul palmo della mano aperta con le dita ben tese (in modo che non blocchino la vibrazione della campana altrimenti il suono risulterebbe attutito o, addirittura, bloccato), oppure sostienila con le punte delle cinque dita (questa impugnatura consente la massima vibrazione della campana e, da un punto di vista simbolico, rappresenta l’energia femminile – la ciotola – sostenuta dalle cinque “buddhità”, poiché ogni dito rappresenta una forma di manifestazione del Buddha).
Con l’altra mano impugna saldamente il batacchio mantenendo il gomito rilassato e colpisci il bordo esterno della campana in modo dolce ma sicuro.
Chiudi gli occhi e goditi l’incredibile vibrazione che ne esce apprezzando i molteplici suoni che la campana racchiude.
Prova ora a colpirla cambiando modalità: vai con colpi diretti, con colpi verso il basso o anche con battiti dall’interno verso l’esterno. Ognuno di questi diversi tocchi emette un suono diverso.
Puoi anche colpire la campana con le unghie come si fa con le biglie di vetro: ascolta la differenza di suono. Giocaci colpendola in zone diverse, un colpo, due colpi, tre colpi… suoni vicini e suoni lontani…

Dopo che questi suoni sono entrati dentro di te e dopo che hai provato a suonare la campana anche con batacchi diversi (rivestiti o meno di pelle o di altro materiale), prova a passare al movimento dello strofinamento.

Ora puoi provare a “far cantare” la campana, puoi produrre quel suono speciale che si ottiene sfregando il batacchio in modo continuato lungo il bordo della campana in senso orario o antiorario.
Girando la bacchetta in senso orario, attiviamo l’’energia, espandiamo, invochiamo piani superiori di coscienza. Questo suono equilibra il nostro campo elettromagnetico (l’’aura), lo rinvigorisce e armonizza i chakra.
Facendo suonare la campana in senso antiorario, al contrario, attraiamo l’’energia verso l’’interno, ideale per la concentrazione.

Inizia quindi a strofinare il batacchio con un movimento circolare e costante sul bordo esterno della campana (è lo stesso principio del calice di cristallo che suona quando si strofina il bordo).
Assicurati di premere il batacchio con fermezza contro il bordo della campana. Il batacchio deve rimanere in costante contatto con la campana.
Sembra facile, ma non lo è! La campana suona solo se il movimento è lento, regolare e ha la giusta pressione.
Se strofini troppo velocemente non produci alcun suono.
Se lo fai con poca pressione, la vibrazione sarà appena percettibile.
Se ci metti troppa enfasi produci una vibrazione così forte che il batacchio non riuscirà a rimanere aderente al bordo della campana, inizierà a saltellare e il suono si bloccherà. Se succede, rallenta e sposta lentamente il batacchio lungo il bordo della campana.

A volte, un leggero colpetto prima di far scorrere il batacchio attorno al bordo, può facilitare l’entrata in risonanza della ciotola. Alcune campane producono un suono chiaro e udibile in un paio di secondi, altre richiedono più tempo.
Fai pratica per trovare la giusta velocità, la corretta pressione e il giusto angolo di posizione del batacchio per far risuonare la tua campana ininterrottamente, per tutto il tempo che desideri.

L’unica cosa che occorre è il tuo profondo desiderio di entrare in risonanza con questi suoni e nella loro armonia.
Sei pronto? Sei pronta?

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Per contattare Nurya:

premnurya@hotmail.com

Prem Nurýa Carlo Palláoro, Counselor Olistico in “Discipline meditative e tecniche antistress e di benessere” (professionista SIAF n. TR281P-CO disciplinato ai sensi della legge 4/2013) vive in Trentino.

Nel 2009 incontra le meditazioni di Osho all’interno della Scuola di Tarocco intuitivo di Prembodhi e, affascinato e sorpreso da questa forma di meditazione attiva, dal 2011 al 2014 frequenta la Scuola triennale di Meditazione presso il centro Osho Kivani di Roma.

Frequenta anche altri molteplici percorsi, sia in Italia sia all’estero (Svizzera, India, Brasile), per praticare l’arte del massaggio sviluppando soprattutto quello ayurveda, quello tantra e quello sonoro con campane tibetane.

L’approccio col mondo sonoro-vibrazionale lo porta ad approfondire il bagno armonico con strumenti rituali quale forma di meditazione. Attualmente sta formandosi con Andrea Tosi in gong e suono armonico.

Negli anni accademici 2011/2012 e 2012/2013 tiene incontri di meditazione attiva nei corsi dell’Hdemia Cosciente della Rete trentina delle Banche del Tempo e dal maggio 2012 propone serate e giornate di meditazione all’interno dell’Associazione L.A. F.A.T.A. di Trento.

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