Eccomi qui, al quarto appuntamento, per parlare di yoga o meglio di uno specifico elemento costitutivo dello yoga; si tratta di una storia fatta di “ardente desiderio” che, secondo la tradizione vedica, ha dato origine al mondo e all’esistenza. Non lasciatevi fuorviare dalla parola “desiderio” accostandogli l’accezione moderna, pensate, piuttosto, ad una forte volontà grazie alla quale siamo tutti qui! Ebbene, in principio vi era l’Ek noto anche come Atman o Brahman, l’uno che per amore ed ardente desiderio diede origine alla creazione, sacrificandosi, autodistruggendosi e facendosi in mille pezzi. La creazione, gayatri, dea dai cinque volti, è strettamente collegata all’elemento solare che illumina e svela la realtà, indicando il cammino e per questo motivo, dobbiamo considerare il “suryanamaskara” un atto devozionale.

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Eugenia De Luca

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Il saluto al sole è una sequenza, ovvero, un insieme di “asana”, posizioni, attraverso cui il praticante riproduce e ricorda il sacrificio originario di Ek, come atto di prostrazione per l’uno senza il quale non ci sarebbe stato il tutto. Il suryanamaskara non è uno, e soprattutto non è standardizzato o canonizzato, vi sono delle posizioni in comune ma ne esistono numerose varianti; come mai? Perché queste variazioni sia nell’esecuzione sia nelle asana? La risposta va ricercata nel fatto che lo yoga è una disciplina immensa e variegata di cui esistono molti stili (è come parlare della lingua e dei dialetti), ognuno dei quali ha personalizzato questa sequenza adattandola anche alla cultura e alla religione della regione indiana in questione. L’India è un territorio vasto e diversificato, sarebbe un errore pensare India-induismo! Perché non India e tantrismo o India e Shivaismo…

Solo per fare alcuni esempi. Mettendo a confronto il Saluto al Sole dell’Hata Yoga con quello dell’Ashtanga Yoga, vi dico che il primo si apre con il “namaskarasana” o “pranamasana” mentre il secondo con “utkatasana” e già qui la situazione cambia notevolmente! Inoltre, l’Hata Yoga prevede delle transizioni molto dolci al contrario dell’Ashtanga che è più fisico e dinamico ed include passaggi caratterizzati da salti vigorosi. Ciò che realmente importa, il vero focus, è la sacralità di questo rituale che ha lo scopo di permettere alla Trimurti di vedere la loro madre Gayatri.

Spero che la tematica sia stata di vostro interesse e gradimento e per questo vi aspetto nel prossimo appuntamento con il Pilates ed il “foam roller”!

Eugenia De Luca

Naturopata specializzata in medicina ayurvedica e tecniche purificatorie yogiche.

Operatore di Massaggio Ayurvedico e tutte le sue tecniche annesse

Operatore di Riflessologia Plantare Classica metodo Fitzgerald e R.P. olistica

Operatore di Massaggio Tradizionale Hawaiano Lomi Lomi Nui

Operatore di Massaggio Sportivo

Applicatore di Taping Neuro Muscolare (con il fisioterapista Michael Pezzi)

Operatore di Linfodrenaggio metodo Dr. Vodder

Operatore Shiatsu metodo Namikoshi

Counselor olistico e Practitioner Pnl (Pnl e Coaching)

Insegnante di Yoga, Pilates e Qi Gong

Propongo nella nostra sede di Roma insieme al collega, il dr. Domenico Basta, corsi di formazione per operatori del settore e workshop tematici che spaziano dall’autoproduzione alla profumeria botanica, dalla cristalloterapia all’esoterismo, dall’alimentazione naturale alla psicosomatica.

Conduco lezioni private e di gruppo sulle discipline sopra menzionate oltre a percorsi meditativi, di recitazione dei mantra e di educazione posturale attraverso lo Yoga e lo Yoga Pilates.

PROSSIMA PUNTATA:

Il Pilates ed il “foam roller”

  1. Sei sempre la solita….”GRANDE”!!!!

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